mercoledì 20 gennaio 2010

Gesù manifesta la sua Gloria alle nozze di cana rispondendo alla Preghiera di Maria


Sorelle care, questa mattina abbiamo cominciato a meditare sul primo miracolo che Gesù compì: il miracolo delle nozze di Cana col quale diede inizio ai suoi prodigi, e abbiamo detto anche che Gesù fece il suo primo miracolo in questo contesto di nozze, proprio perché chiama gli uomini da lui redenti ad uno stato sponsale, di uno sposalizio ovviamente soprannaturale, spirituale, divino, tramite l'amore della carità. San Tommaso dirà: caritas est vis unitiva, la carità è una forza di unione. Quindi, se l'anima umana ama Iddio, immediatamente sperimenta in sé una perfetta unione con Dio. Abbiamo poi sottolineato come l'amore di Dio, a differenza di una semplice amicizia umana, presenta questi tratti tipicamente sponsali, cioè il tratto dell'intimità, dell'esclusiva familiarità con Dio: appartenere noi tutti a Dio, senza eccezione alcuna, senza sottrarre qualcosa a Dio, ed appartenere a Dio solo, senza disperderci nelle creature, senza perdere di vista quello che è l'unum necessarium, l'unica realtà necessaria.

Questo pomeriggio, proseguendo nella lettura e nel commento del santo Vangelo, arriviamo al terzo versetto. L'evangelista dice così: Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non hanno più vino. Sempre mi sorprende e mi commuove la concisione e la semplicità con cui la madre del Signore dice: Non hanno più vino. Non gli fa un lungo discorso, un discorso articolato dove dovrebbe spiegare tutte le ragioni. No, dice semplicemente, attirando l'attenzione del Salvatore su questo semplice fatto, gli dice: Non hanno più vino. Gesù capisce subito che sua madre gli chiede appunto di fare il miracolo, il prodigio, come risulta poi dalla sua risposta. In questo, care sorelle, c'è anzitutto da meditare, da pensare a quanto è importante l'intercessione di Maria presso il suo Figlio per ottenere da Lui un qualsiasi beneficio. Vedete, non a caso, proprio il primo prodigio - voi sapete che il primo è sempre in qualche modo emblematico, paradigmatico - il primo prodigio di Gesù è operato proprio per intercessione della sua Madre Santissima; si potrebbe quasi dire in modo straordinario, perché questo vangelo è davvero sorprendente: vedete, Maria ha ottenuto questo miracolo accelerando i tempi.

Infatti Gesù dice: E che importa a me e a te, Donna? Non è ancora giunta la mia ora. Che cosa significa questo per noi? In quale modo questo ci riguarda? Il mio tempo non è ancora venuto. Gesù dice chiaramente: No, non farò il miracolo, il mio tempo non è ancora venuto. Maria, con pazienza straordinaria e soprattutto con fede incrollabile dice: Fate tutto quello che vi dirà; allora Gesù compie il miracolo e dice: Attingete l'acqua, e l'acqua che attingono diventa vino.

Vedete, la beata Vergine ottiene proprio quello che è quasi l'impossibile. Ecco perché si diceva giustamente di Maria che Ella gode di una onnipotenza di intercessione presso Dio. Non c'è altra via al Padre se non quella via che il Padre stesso ha tracciato, e quella via è Gesù. Non ce ne sono altre. In questo contesto, sorelle care, succede molto spesso che ci siano dei mistici esagerati, che poi esagerando nello spirito cadono nella falsità, come dice appunto san Paolo: Oh voi insensati Galati, cominciate dallo spirito e finite nella carne. Si comincia nella verità evangelica, la si esagera, poi si finisce al di fuori dell'ortodossia, al di fuori del dogma. Ora, ogni autentica vita di orazione, ogni autentica esperienza mistica, come sottolineano le due grandi anime mistiche della Chiesa cattolica che sono appunto le due dottoresse della Chiesa, e cioè santa Caterina da Siena, nostra consorella, e santa Teresa, entrambe (e non solo loro: tutti i mistici cattolici veramente degni di tal nome), sottolineano che in nessun momento della vita di orazione l'anima abbandona quella via maestra, quella via unica che è Gesù.

La via dell'ubbidienza, via umilissima, perché la natura umana di Gesù paragonata al Padre e allo stesso Verbo consustanziale al Padre e al Divino Spirito, paragonata alla natura divina, la natura umana è quello che è ogni natura creata, cioè un nulla. Però è un nulla che Iddio ha scelto: è questo che conta, non la grandezza delle realtà in sé, ma la grandezza che Dio dà ad ogni realtà. La vera vita di orazione non può mai dispensarsi da questa fondamentale umiltà ed obbedienza, che non vuole ottenere Dio, come dice sant'Anselmo, quasi per rapinam, quasi usurpando la divinità. Anche questa è una via, ma è la via che ha scelto il demonio, l'apostata fin dall'inizio, è la via dei nostri progenitori, è la via dei peccatori: cioè essere come Dio, ma senza Dio.

Bisogna invece essere come Dio secondo il dono di Dio, ecco che cosa avviene nelle anime buone e sante. La cosa interessante, che mi fa molto meditare, è la vicinanza della santità al peccato. Vedete, tanto i Santi quanto i peccatori vogliono essere come Dio: ciò vuol dire che amare Dio è una necessità; non si può non amarlo, tutti lo amano. Santi e peccatori, ma con un amore abissalmente diverso: per quella sola sfumatura che i Santi amano Dio con umiltà, i peccatori invece pensano di amare Dio a modo loro, cioè in modo orgoglioso. L'umiltà o l'orgoglio, distingue gli angeli buoni e quelli cattivi, distingue i Santi e i peccatori. L'amore di Dio c'è negli uni e negli altri, l'umiltà c'è negli uni e non c'è negli altri; ecco perché l'amore è vero solo in chi è anche umile. Chi è umile si sottopone con obbedienza, non in quel modo suo di amare Dio, ma a quel modo in cui Dio stesso vuol essere amato. Care sorelle, vedete quanto è importante sottomettersi alla povertà, all'umiltà delle creature se sono innalzate da Dio a strumenti della sua divina rivelazione. Così non c'è altra via verso il Padre se non Gesù: e, notate bene, non c'è altra via verso Gesù, se non Maria. Perché questo?

Qualcuno potrebbe dire, anzi, sono i protestanti, a questo punto, che ci fanno questa obiezione quando dicono: In fondo voi cattolici moltiplicate i mediatori. Allora perché non potrebbe esserci un'altra via che conduce a Maria ed un'altra via per quell'altra via ecc.?

Rispondiamo noi cattolici: Per un semplice motivo, perché Iddio ha voluto in quel determinato modo, perché Iddio l'ha voluto. Ecco perché Gesù è l'unica via verso il Padre, ed ecco perché Maria è l'unica via verso Gesù.

Se il Padre Eterno voleva perdonarci, cancellare il nostro peccato, poteva farlo anche senza l'Incarnazione. Non sarebbe stata una redenzione così perfetta, così piena, però sarebbe sempre redenzione, perché Dio è onnipotente, Dio non è legato a nessuno schema prefisso. Dio poteva redimere anche senza l'Incarnazione, ha voluto invece che il suo Figlio si incarnasse; è volontà di Dio. Similmente Iddio avrebbe potuto benissimo far discendere dal cielo il Figlio suo incarnato, come uomo maturo, come uomo adulto, come vaneggiavano alcuni eretici nei primi secoli, che parlavano di Cristo come dianthropos epouranios, uomo celeste, che scende dalle stelle proprio come uomo completo, maturo, sulla nostra terra.

Dice san Paolo, nella sua semplicità straordinaria, con quella frase che è tutta un trattato di cristologia e di mariologia: Egli è nato sotto la legge ed è nato da una donna. Perché noi diamo quel culto particolare a Maria considerandola come la nostra via a Gesù, per Mariam ad Iesum? Per un solo motivo, come dice san Bernardo: Perché Iddio ha voluto che noi tutto avessimo per Maria.

Maria, dandoci Gesù, ci ha dato il dono perfetto dell'Eterno Padre: perché il Padre, il dono del Verbo e del suo Spirito, che è dono del Padre e del Figlio, nel dono del Verbo, Iddio ci dà se stesso.

Vedete, Gesù Redentore, vero Dio e vero uomo, il dono perfetto del Padre, il Padre ce lo ha dato tramite Maria, per mezzo di Maria. Ecco allora come Colei che ci ha dato Gesù, è anche Colei che ci conduce a Gesù. È davvero ardita, ma molto giusta e profonda quella parola che dice che la beata Vergine est quasi forma Dei, è quasi la forma di Dio. La forma è come il modello, come quando si fa una statua, si fa prima un modello di quella statua e poi vi si fonde dentro il metallo, bronzo o qualcosa del genere.

Giustamente san Luigi Maria Grignion de Montfort, prendendo questa idea diMaria forma Dei - è antichissima questa idea, mi pare che lo stesso sant'Agostino fosse il primo ad accennarla - dice che nessuno può essere plasmato, modellato dallo Spirito Santo in modo cristiforme, cioè in modo tale da crescere, come dice l'apostolo, fino alla piena maturità dell'uomo adulto in Cristo, se non tramite quel modello che è appunto Maria.

Vedete, care sorelle, che noi abbiamo l'accesso a Gesù e tramite Gesù al Padre, solo se percorriamo la via semplice, umile di Maria, tramite la quale noi arriviamo a Gesù. Orbene, anche qui, nel primo prodigio di Gesù c'è l'intercessione di Maria, Maria onnipotente quanto alla sua intercessione presso Dio. C'è l'intercessione di Maria e c'è anche la guida di Maria che dice: Tutto quello che Egli vi dirà, fatelo. Vedete Maria, ci dice sempre così, Maria è limpida, come si dice sempre nelle litanie, speculum iustitiae: mi piace tanto questa invocazione! Tutte queste espressioni delle litanie in onore della Vergine sono così belle e così mistiche, anche poetiche, proprio splendide.Speculum iustitiae, cioè lo specchio che rispecchia in sé per la sua limpidità, per la sua purezza, per la sua umiltà - perché lo specchio riceve la luce, quindi purezza ed umiltà, due virtù eccelse in Maria - questo specchio terso che è Maria, rispecchia perfettamente per la sua purezza, per la sua recettività, per la sua umiltà, rispecchia perfettamente i raggi di Colui che è il Sol iustitiae, il Sole di Giustizia, il Cristo. Maria rispecchia perfettamente l'immagine di suo figlio, l'immagine di Gesù, perciò non c'è altro modo di avvicinarsi a Gesù, se non proprio tramite l'intercessione e tramite la guida di Maria.

I protestanti ancora dicono - ma, capite, è un guaio, perché i protestanti non ci sono ormai solo in Svezia, Norvegia, Finlandia, in Germania dove il Santo Padre ha fatto tanta fatica per il suo ministero difficile, faticoso, ma proprio per questo benedetto dal Signore - i protestanti non stanno solo là vicino ai paesi nordici, no: i protestanti ahimé ormai si insinuano anche nella santa romana Chiesa, con questa mentalità di dire: Ma, se noi onoriamo troppo Maria, non sottraiamo qualcosa a Gesù?.

San Bernardo non aveva dubbi, vedete, de Maria numquam satis, di Maria mai si dirà abbastanza. Perché? Chi loda Maria, chi prega Maria, chi medita Maria loda, prega, medita Gesù stesso. Perché? Perché Maria è speculum iustitiae, rispecchia la giustizia. Il primo miracolo di Gesù, è impetrato dall'intercessione insistente e difficile della sua Madre SS., perché per Gesù, di per sé, non è venuto il suo momento, non è venuta la sua ora e la madre sua accelera i tempi, fa venire l'ora, prima ancora che dovesse venire, certo intendiamoci bene, non che Maria possa qualcosa contro Dio, questo sicuramente no, ma può tutto in quanto Ella intercede per quello che Dio già vuole concedere, ma precisamente per la sua intercessione. Vedete care sorelle, senza la sua intercessione Dio non avrebbe concesso, ecco perché non è l'ora di Gesù; l'ora è venuta perché Maria ha pregato per quegli sposi. È così.

Allora subentra in qualche modo il mistero della predestinazione. Il fatto che Iddio stabilisce i momenti, i tempi e fissa l'ora, come l'ha fissata al nostro Salvatore e non toglie che ci sia un contributo umano di opere e di preghiera. Ci sono alcuni che dicono: Ma, se Dio prevede già tutto, se Dio ha già predeterminato tutto, è inutile che io faccia delle opere buone, è inutile che io preghi. Invece no! Tutt'altro che inutile! Perché Dio ha previsto le nostre opere buone, ha previsto le preghiere per ottenere quella determinata grazia, e se non bastano, come non bastano generalmente le nostre povere preghiere personali, allora bisogna propiziare a nostro favore l'intercessione dei Santi, in particolare di Colei che di tutti i Santi è la regina, Maria Santissima, la Madre gloriosa del Signore.

San Tommaso, nel suo commento del Vangelo di san Giovanni, ci fa vedere tre aspetti che l'evangelista mette in rilievo e che sono molto importanti, per la nostra vita spirituale, nell'atteggiamento di Maria; anzitutto la sua pietà e la sua misericordia. Il che ci fa sperare bene, perché sapendo che Maria è piena di misericordia, noi ci facciamo coraggio perché sappiamo che Ella nutre dei sentimenti veramente materni nei nostri riguardi, conosce, comprende le nostre difficoltà e le nostre pene, e non solo, fa suoi i nostri dolori, come fece sua l'apprensione di quegli sposi nelle nozze di Cana. Infatti, spetta alla misericordia considerare i difetti, i mali, le necessità altrui, come se fossero dei mali propri. Voi capite come la misericordia e la pietà nascono dall'amore, da quella vis unitiva della quale abbiamo parlato. Un'anima che veramente ama il prossimo diventa un tutt'uno con il prossimo: quindi considera il bene del prossimo come il suo bene proprio, e ne gode; ma considera anche il male del prossimo come male suo proprio e se ne rattrista. Come uno quando è nella tristezza, quando è afflitto da un male, cerca di toglierlo di mezzo, così il misericordioso si muove subito a togliere di mezzo il male altrui, ad aiutare il prossimo.

L'amore diventa immediatamente misericordia. San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi dice: Chi è debole che anche io non lo sia? Chi riceve scandalo, che anch'io non ne frema?. Vedete, san Paolo esprime questo atteggiamento di misericordia tutto in chiave apostolica: se un cristiano soffre, l'apostolo soffre ancora di più. Vedete, così similmente la beata Vergine ha avuto anzitutto sentimenti di misericordia. Poi per quanto concerne Gesù, Maria rivela tutta la sua riverenza verso di lui, proprio per la semplicità della sua preghiera.

Come già vi dissi, Maria gli espone una preghiera semplicissima, non dice a Gesù come deve esaudirla, quando deve esaudirla, in che modo deve esaudirla; gli dice solo: Non hanno più vino. Tutto il resto lo lascia a Gesù, ricorre a Lui con una preghiera semplicissima, ma proprio per questo fu una preghiera estremamente pia e riverente.

Noi, care sorelle, veramente non meritiamo di essere ascoltati da Dio se non rispettiamo Dio. Bisogna rispettare Dio. È la pietà che rispetta, perché tratta Dio per quello che è, cioè Dio, il Signore e Sovrano di tutte le cose.

Spesso invece succede che le preghiere impetrative sono quasi dei comandi impartiti al Signore, questa è davvero una presunzione notevolissima. Ci sono delle povere anime che sono da trattare davvero con molta carità, bisogna fasciargli quelle ferite, cercare di cambiargli mentalità a quelle povere anime. Ci sono delle anime che si danno alla preghiera tanto per provare, perché provare non nuoce, potrebbe anche funzionare; queste si danno alla preghiera dicendo: Se Dio mi esaudisce, io continuo a pregare, se non mi esaudisce, chi me lo fa fare?. Questa non è una preghiera pia, non è una preghiera devota, non è una preghiera riverente; queste sono esagerazioni. Ci sono delle irriverenze più sottili, quando uno dice: Signore, dammi quella grazia, però io la vorrei in quel determinato modo... . Invece proprio Maria, con questa sua semplicissima preghiera, non hanno più vino, ha detto tutto. Cosi anche noi dobbiamo sì presentare le nostre necessità, ma dobbiamo sapere che prima ancora che gliele presentiamo, Lui le sa già, le conosce già. Non nuoce però presentargliele, perché ci sono anime che esagerano dall'altra parte. Ci sono anime angosciate che dicono: Io prego sempre Dio per avere qualche grazia... . Non c'è dubbio, la preghiera dell'adorazione è la preghiera suprema, però anche nell'impetrazione c'è tutta una fiducia riposta in Dio. Vedete, se non ci fidassimo di Dio, se non ci fidassimo nel Signore, certamente non ricorreremmo a Lui nelle nostre necessità; quindi è cosa buona e santa presentare a Dio le nostre necessità, come fece Maria: Non hanno più vino. Però nel contempo farlo con semplicità e lasciando a Dio di esaudirci come lui vuole. Dice sant'Agostino: Se Dio dovesse esaudirci come vogliamo noi, ci sarebbe un grande turbamento nel governo delle cose umane, proprio perché noi stessi, con la nostra sapienza davvero limitata, non riusciremmo a capire quello che veramente ci giova.

È interessante che persino gli antichi sapienti abbiano scoperto questo fatto. Dice infatti Socrate: Ci sono alcune preghiere che è meglio non siano esaudite. È vero. Qualcuno chiede qualcosa e poi, a distanza di qualche anno, quello che ha chiesto gli appare una grande stoltezza e dice: Signore, ti ringrazio che non mi hai esaudito in quel momento, questo succede molto spesso... Allora, in tutto, bisogna avere una grande, incondizionata fiducia in Dio, perché il Signore quella fiducia se la merita. Noi, allora, dobbiamo presentargli le nostre preghiere con semplicità, come fece Maria (dice il salmo: Signore, davanti a te ogni mio desiderio ed ogni mio gemito a te non è nascosto). Poi, in Maria, sorprende anche la sua premura, la sua sollecitudine e diligenza, che appare dal fatto che non ha aspettato che il vino venisse meno, ma prevedendone la ristrettezza, subito si rivolse a Gesù.

Essere attenti, essere solleciti, premurosi, prevenire quasi le situazioni, è importantissimo; notate bene, come la virtù della prudenza guida, non comanda, guida la virtù della carità. La carità è la suprema di tutte le virtù, però è guidata dalla prudenza: cosi anche la carità di Maria è stata interamente guidata dalla prudenza. Solo che la prudenza, contrariamente a quello che generalmente si pensa, non consiste nell'essere continuamente in esitazione, nel dubbio, nel non decidersi mai; oggi si ha l'idea del prudente come di una persona che è indecisa, una persona che mai agisce. Invece il prudente, nel vero senso della parola, significa una persona saggia, che certo è lenta nel deliberare, nel consultarsi, certo non agisce in modo spavaldo, però quando viene il momento di agire, dopo aver riflettuto sulle proprie azioni, sul da farsi, agisce con estrema decisione. Ecco perché la prudenza regola il nostro agire, illumina il nostro agire; ed ad essa spetta anche l'aspetto decisivo, che è quello della sollecitudine (o solerzia, la chiamavano anche gli antichi): la solerzia è una caratteristica propria della prudenza. Il prudente non è quello che subisce gli eventi, che è passivo di fronte agli eventi, il prudente è colui che si fa un'idea, un pensiero davanti agli eventi prossimi futuri, quasi anticipandoli. Così anche Maria Santissima è stata prudente, solerte, sollecita, non ha aspettato che il vino mancasse, ma ha per tempo avvertito Gesù.

Ora che cosa significa quel vino che mancava alle nozze di Cana? Naturalmente significava anzitutto il vino vero e proprio, ed è inutile che vi dica come è bella questa premura della Madre Santissima del Signore, in vista della gioia di questo banchetto nuziale; questi sposi veramente dovevano vivere un giorno di gioia come si addice ad un giorno di nozze. Però, al di là di questo motivo umano, che pure è bellissimo e commovente, vi è il significato mistico del vino. Quale significato? Dice san Tommaso rifacendosi alla lettura dei Santi Padri: Il vino è soprattutto stato usato nell'antichità come medicina, però come medicina amara ed aspra sulle piaghe. Ai nostri giorni non si adopera più il vino per disinfettare le piaghe, ma si adopera un disinfettante che solitamente brucia. Così il vino significa anzitutto l'austerità, persino l'asprezza della giustizia. Ma il vino è anche dolce al nostro palato e così significa la sapienza, che è senza amarezza. Ed infine il vino è inebriante, sotto questo aspetto, raffigura allegoricamente la carità, poiché la carità porta l'anima alla sobria ebrietas, la sobria ebbrezza.

La carità è virtù sovrumana, cioè fa sì che la nostra volontà in modo incondizionato, infinito, smisurato, sia tutta di Dio. Ecco come la carità è unaebrietas, è una ebbrezza; una carità che non sia inebriante non è carità. Vedete, la carità tende sempre all'eccesso, tende sempre all'infinito.

Pensate a quello che ci dice Gesù sulla necessità di amare non solo chi ci fa del bene, non solo ad amare le persone che noi ben volentieri accettiamo; no, dobbiamo amare chiunque: chi ci fa del male, chi ci è ostile, i peccatori. Gesù aveva una predilezione per i peccatori, vedete questa infinità dell'amore, quindi una ebrietas, perché l'ebbrezza è qualcosa che sconfina, che va al di là della norma. Però una sobria ebrietas, che a differenza dell'ebbrezza comune, che non è per niente sobria, anzi annulla la ragione, quella sobria ebrietasdella carità certo fa eccedere l'uomo (ecco perché si dice ebrietas), ma nel contempo lo fa eccedere in modo sobrio. Perché nella carità è quasi come se la ragionevolezza divina, la sapienza divina, facesse le veci della povera sapienza umana. C'è un eccesso, ma è un eccesso misurato e moderato da quella misura, che è misura in se stessa, cioè dalla misura della bontà e della verità divina. Dice san Tommaso che le nozze di Cana, con le quali Gesù diede inizio ai suoi miracoli, significano l'avvicendarsi delle due alleanze, il cambiamento dall'Alleanza antica a quella nuova. Nell'Alleanza antica il vino era una promessa, il vino mancava ancora. Venne il vino della giustizia, della sapienza, della carità, venne appunto con la nuova legge, la legge della grazia del Signore. Infatti la giustizia antica è imperfetta. Dice Gesù: Se la vostra giustizia non sarà più abbondante di quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei Cieli, giustizia e carità. Una sapienza che è ancora tutta figurale, non è ancora la realtà, è un adombrare la realtà: san Paolo, prima ai Corinzi cap. 10, Tutte queste cose accaddero a loro come un esempio, come un esempio delle cose future, sapienza figurata.

Infine la carità mancava agli antichi, che hanno ricevuto soltanto lo spirito della schiavitù nel timore, mentre il Cristo mutò l'acqua del timore nel vino della carità. Non dico che tutti gli antichi abbiano ricevuto solo la schiavitù del timore, questo certamente no, ma l'antica Alleanza è un'alleanza di timore; la nuova Alleanza di carità ha un cuore nuovo, rinnovato nell'amore. Vedete, sorelle, certo gli uomini dell'antica Alleanza, singolarmente presi, potevano benissimo avere la carità. Molto spesso si fa questo errore: o si esalta l'antica Alleanza mettendola quasi alla pari dell'Alleanza nuova, altre volte invece la si svaluta del tutto come se gli antichi non potessero accedere alla santità, invece i profeti, i sovrani dell'antichità, i patriarchi erano certamente santi; però, in quanto santi, appartenevano già alla nuova Alleanza, dove già c'era il vino della perfetta giustizia, della sapienza che viene dall'alto della realtà di Cristo: la perfetta carità, non più uno spirito di schiavitù. Ecco allora il significato mistico del vino. E Gesù, alla Madre sua Santissima che gli chiede implicitamente il miracolo, risponde: Che ho da fare con te, o donna? Non è giunta ancora la mia ora.

Dice ancora san Tommaso che tre sette ereticali hanno preso occasione di errare, di deviare dalla retta via. Anzitutto i manichei, in particolare lo gnostico Valentino, che sostiene che Gesù non avrebbe per nulla ricevuto un corpo terreno dalla Vergine; loro, gnostici e manichei, sostenevano la tesi che vi dicevo dell'anthropos epouranios, dell'uomo celeste, non l'uomo terreno e negavano la realtà della corporeità di Gesù, negavano la fisicità del suo corpo e dicevano: Gesù non ha ricevuto nulla da Maria. Questo gnostico Valentino, diceva che Gesù avrebbe detto a Maria: Che ho a fare con te, o Donna?. Come dire, da te nulla ho ricevuto. Questa è un'eresia spaventosa, capite, ed è smentita dallo stesso testo evangelico, infatti, dice appunto l'evangelista san Giovanni, che vi era la Madre di Gesù e se Maria è chiamata dall'evangelista madre, indubbiamente è Lei, che ha dato a Gesù la sua vita umana, la sua natura umana. Lo Spirito Santo ha tratto la natura umana di Gesù dal grembo verginale di Maria; Maria ha dato a Gesù la sua umanità.

Invece gli ebioniti fanno leva sulla parola donna: Che cosa ho a che fare con te, o Donna?. Fanno leva sulla parola donna per negare, ahimè - succede anche ai nostri tristi tempi - per negare la verginità di Maria, per dire appunto: Se Maria è chiamata da Gesù donna, non poteva essere vergine. Invece, osserva giustamente san Tommaso che anche Adamo ha chiamato Eva vergine, perché come vergine Eva è stata creata da Dio, è stata condotta ad Adamo, Adamo ha chiamato Eva la prima vergine, l'ha chiamata pure donna. Quindi, vedete, pure questo argomento non regge.

Nella denominazione donna, alcuni pensano ad una espressione poco riverente, che non tiene del tutto conto della grandezza della Vergine Santissima. Invece quella espressione è proprio la più grande e la più bella esaltazione della Madre Santissima del Signore. Quando Gesù dice Donna, chiamando cosi la sua Madre, ebbene, intende dire: nuova Eva. Cioè non è una tra tante donne, ma è la donna per eccellenza.

Maria è la donna per eccellenza, in lei veramente mutano le sorti di Eva. Tramite Eva venne la maledizione: quella maledizione, quella morte, morale prima e fisica poi, quella morte è cancellata in Maria. È interessante come sant'Agostino giustamente sottolinea che in fondo Eva non meriterebbe essere chiamata madre dei viventi ma piuttosto madre dei morienti: effettivamenteè così.

Noi veniamo in questo mondo nascendo peccatori, nel peccato mi ha concepito mia madre, vedete proprio io sono non solo nato, ma proprio concepito nel peccato. Solo Maria è stata preservata dal peccato delle origini. Vedete il contagio della colpa: noi nasciamo peccatori, anzi siamo concepiti come peccatori; quindi Eva, la vita che ci viene da Eva, è una vita di morte, una vita segnata dalla morte. Ecco allora perché quell'altra Eva, la Donna per eccellenza, la Madre dei viventi, doveva restituire all'uomo ciò che gli è stato tolto dalla prima Eva, cioè doveva ridargli la vita, doveva veramente adempiere a quella promessa che Dio diede alla prima Eva e che nella prima Eva non si è adempiuta, cioè di dare vita. Solo in Maria abbiamo una vita che non è più segnata dalla morte, cioè abbiamo la vita in Cristo; lo dice san Paolo che da Gesù ha la sua vita: Non sono più io che vivo, ma in Cristo figlio di Dio.

Vedete come Maria è realmente nostra madre. È Madre di Gesù, ma è madre nostra e, in questo senso, madre dei viventi, madre di tutta la Chiesa. Infine i priscillianisti, un'altra setta, prendevano l'occasione dell'errore da quell'affermazione di Gesù che dice: Non è ancora giunta la mia ora. Come se Gesù dipendesse da una specie di fatalità, dagli astri (anche al giorno d'oggi, sorelle, l'astrologia è una piaga vera e propria, vedere quanta gente, che pure frequenta la chiesa, però crede nel contempo agli influssi astrali; è un combattimento duro quello contro ogni sorta di superstizione, d'altra parte non può essere diverso perché ogni epoca di incredulità è anche un'epoca di crescente superstizione). Costoro, quelli che pensano che Gesù fosse sottomesso agli astri, alla fatalità, non sanno chi era Gesù, il Creatore, il Signore dell'universo, quindi a Gesù gli astri sono sottomessi, non Lui agli astri, né Lui alla fatalità, ma ogni corso degli eventi del mondo è prestabilito da Lui, è predeterminato da Lui.

Gesù, dunque, non soggiace a nessuna fatalità, tanto è vero che anche noi stessi non dovremmo, come cristiani, come liberi, cioè dotati della libertà di figli, non dovremmo mai considerarci ancora assoggettati ai tempi, alla fatalità, addirittura agli astri. San Tommaso dice (mi piace tanto): Può anche darsi che la parte esterna, corporea dell'uomo dipenda dagli astri, ma non certo la parte razionale. Quindi bisogna rinnegare la razionalità e la spiritualità dell'uomo per credere che l'uomo sia sottomesso agli astri.

Che cosa voleva invece dire questa parola di Gesù: Non è ancora giunta la mia ora? Non che egli fosse sottomesso a qualche fatalità, ma che non era giunta ancora l'ora predeterminata, prevista dal Padre suo, come l'ora della sua passione. Tutta la vita di Gesù è un'ora perfetta, quella che i greci chiamanokairos (è tanto bella questa espressione che è quasi intraducibile, perché noi diciamo tempo, questo in greco si dice kronos; quando i greci dicono kairosintendono dire che il tempo è un momento di grazia: così tutta la vita di Gesù è un'ora, cioè un kairos, perfetto). È un attimo, una durata perfetta, quel tempo è il tempo della pienezza, il tempo privilegiato, il tempo della riconciliazione. Ecco che cosa significa la venuta dell'ora. La vita di Gesù, il servo perfettamente ubbidiente di Dio: nella vita di Gesù tutto è prestabilito da Dio, l'ora della sua passione, ma anche l'ora del suo primo miracolo. La domanda del Salvatore: Che ho da fare con te o donna?, viene interpretata da sant'Agostino alla luce delle due nature di Cristo.

È interessante questa interpretazione agostiniana che rivela la dualità divina ed umana di Gesù; dice infatti sant'Agostino: Fare i miracoli, fare i prodigi conviene a Gesù secondo la natura divina che egli ricevette dal Padre; invece soffrire, patire, morire per noi, gli conviene secondo la natura umana che Egli ha ricevuto dalla madre. Ecco perché sant'Agostino dice che nel momento del suo primo prodigio Gesù sembra non riconoscere sua madre: non perché non la riconosca come madre sua, ma proprio perché Gesù vuol dire: il potere di fare dei miracoli e l'ora in cui devo compiere dei miracoli, anzi il primo miracolo, è un'ora ed è un potere che non dipendono da nessuno, se non dal Padre mio, che è nei Cieli.

Quindi, Gesù, nel suo fare miracoli, rivela la sua natura divina. Mentre gli altri Santi fanno i miracoli solo intercedendo presso Dio, cioè invocando Dio, Gesù fa i miracoli - certo invocando pure il Padre suo - ma li fa anche per autorità propria, essendo lui il Verbo consustanziale. Allora il potere di fare miracoli deriva dal Padre; invece nell'ora della passione (perché quel corpo che Gesù ha assunto per la nostra salvezza gli viene dalla Vergine: ricordate la Lettera agli Ebrei, nella quale san Paolo fa dire appunto al Salvatore venendo nel mondo: Tu non mi hai chiesto sacrificio, né olocausto, ma un corpo mi hai preparato) quel corpo preparato al Verbo nel grembo verginale di Maria dallo Spirito Santo, quel corpo è destinato ad essere la Vittima pasquale, ad essere appunto la Vittima dell'espiazione. Ecco allora perché Gesù avrebbe chiamato Maria sua Madre dall'alto della Croce. Dice sant'Agostino, in una interessante interpretazione che qui Gesù sembra quasi non voler riconoscere sua Madre, perché dice: Non da te, bensì dal Padre mio viene il potere di fare i miracoli. Nel momento però della Croce Gesù dirà al suo discepolo prediletto: Ecco la tua madre, conoscendo veramente Maria come la Madre sua nell'ora dell'agonia, nell'ora della morte e della passione redentrice.

San Giovanni Crisostomo, invece, dà l'interpretazione più comune, dicendo appunto che la Vergine Santa, piena di zelo per l'onore di suo Figlio, voleva che il Cristo facesse i miracoli prima del tempo prestabilito; il Signore invece ha atteso ancora un po'. Vedete la premura di Maria, Gesù asseconda la richiesta di Maria, però non subito, Gesù attese che fosse avvertito dagli sposi il difetto del vino, affinché il miracolo fosse più opportuno, più evidente, spronasse l'uomo maggiormente alla riconoscenza. Questo rientra nella logica di Dio: è bella la premura di Maria, che ha anticipato gli eventi, ma è molto, molto fondata l'attesa di Gesù, anche per un motivo proprio apologetico. Vedete, care sorelle, come siamo fatti noialtri: non siamo facili a credere, allora Gesù per convincere gli sposi che veramente quel vino viene da Dio, non da accorgimenti umani, attende un attimo perché si rendano conto veramente di aver bisogno dell'aiuto di Dio.

Talvolta la pedagogia divina procede così anche con noi, e noi ci lamentiamo e non siamo contenti, perché diciamo: Signore, esaudiscimi, dammi quella grazia, aiutami in quella determinata circostanza, e il Signore sembra essere lontano, sembra essere in silenzio, sembra non fare nulla a nostro favore mentre noi lo imploriamo. Perché fa cosi il Signore? Perché ci conosce troppo bene. Se subito ci accontentasse, noi ce lo dimenticheremmo nel momento immediatamente seguente. Quindi, anche l'esperienza il dolore, della sofferenza, della mancanza di qualche cosa di cui abbiamo bisogno, aumenta nell'uomo il ricordo del beneficio divino e della riconoscenza che deve avere verso il suo Creatore e Salvatore.

Un'ultima riflessione ancora: quella che riguarda il mutamento dell'acqua in vino. Gesù non ha creato del vino, perché poteva fare anche così; poteva fare così il miracolo, poteva creare del vino nuovo. Invece Gesù si serve di quelle sei idrie di pietra che erano lì pronte, preparate, ciascuna colma fino all'orlo, con i servi in attesa… E che riporta a me e a te, Donna? Non è ancora giunta la mia ora e Maria, con pazienza straordinaria e soprattutto con fede incrollabile dice ai servi: Fate tutto quello che vi dirà; allora Gesù compie il miracolo e dice: Adesso attingete, e i servi attingono del vino. È Maria che ha ottenuto questo miracolo accelerando i tempi, perché Maria gode di una onnipotente intercessione presso Dio e non c'è altra via al Padre se non quella via che il Padre stesso ha tracciato, e quella via è Gesù che per chiamare gli uomini da lui redenti ad uno stato sponsale, soprannaturale, spirituale, divino, tramite l'amore della carità, compie il suo primo miracolo; e così sia.


martedì 19 gennaio 2010

ZACCHEO CERCA GESU’ E LO TROVA

ZACCHEO CERCA GESU’ E LO TROVA



“Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.

Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. – In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: E’ andato ad alloggiare da un peccatore! – Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto. - Gesù gli rispose: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” (Lc 19, 1ss).

Dice il Vangelo: Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città.

Per qual motivo Gesù attraversava la città?

Lo dice il Vangelo alla fine del brano: perché“il Figlio dell’uomo (cioè il Messia, il Salvatore) è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”. Lo scopo del viaggio di Gesù in Gerico era quello di incontrare il grande peccatore Zaccheo e salvarlo.


Gesù non va in cerca soltanto di Zaccheo, ma di ogni persona di ogni tempo e di ogni luogo. Anche noi siamo ricercati da Gesù e sollecitati a rispondere alle prove del suo amore. Ogni desiderio di bene è frutto della sollecitudine di Dio per noi ed esige la risposta, altrimenti il dialogo si blocca.


Gesù cercava Zaccheo, ma anche Zaccheo cercava Gesù. Gesù gli aveva prima toccato il cuore ed egli aveva sentito il bisogno di vederlo.

Dice il Vangelo Zaccheo “cercava di vedere quale fosse Gesù”.

Che cosa vuol dire “cercare”? Nell’originale greco la parola cercare si dice “zetéo”. Al tempo di Gesù si pronunziava “zitéo”, da cui viene la parola calabrese “zitu/zita”, sposo/sposa.

La ricerca (di cui parla il Vangelo) era e deve essere appassionata sia da parte di Gesù che da parte di Zaccheo.

Non esiste un amore più grande di quello di Dio e per Iddio.

Dunque tutti possiamo essere fortunati in amore, ma bisogna scoprire qual è il vero supremo amore, quello che riempie tutta la nostra esistenza: è l’amore dell’infinito Dio. Nessuna cretura può riempire il cuore umano.


Chi era Zaccheo? Un “capo dei pubblicani”. I pubblicani o esattori di imposte erano esosi, avidi di denaro, crudeli con tutti; erano chiamati peccatori!

Zaccheo apparteneva a questa categoria; e con la qualifica più alta, era “capo dei pubblicani”, dice il Vangelo.

Nessuno dunque dubiti della propria felicità. Tutti possiamo essere felici e ciò dipende soltanto da noi. Dio da parte sua ce lo sta dicendo con questa pagina stupenda del Vangelo.

Zaccheo, questa parola in ebraico significa “uomo giusto e santo come era giusto san Giuseppe”.

Che contraddizione era chiamare giusto un peccatore e capo dei pubblici peccatori!

Eppure Gesù riuscì ad attrarre a sé Zaccheo e a trasformarlo in discepolo fedele.

Nessuno si scoraggi; nessuno si consideri destinato alla perdizione. Tutti siamo amati teneramente da Dio infinito Amore.


Zaccheo dunque cercava appassionatamente il Salvatore; e lo trovò, secondo le parole del Vangelo: Chi cerca trova: che vuol dire: chi cerca Dio lo trova.

Dobbiamo aver fede e non scoraggiarci mai, ma cercare e ricercare fino al raggiungimento dello scopo, la nostra felicità.


Anche le persone peggiori conservano nel fondo del cuore una scintilla di bontà che può accendere un grande fuoco di amore divino e umano. Dentro ogni cuore c’è una persona amata. Dov’è amore c’è Dio. Solo nell’inferno esiste solo odio e odio per tutti: per Iddio e perfino le persone più amate in vita!

Dentro ogni cuore risuona la voce di Dio, che ripete il suo invito alla conversione e all’intimità con lui; invito delicato, insistente, potente.

Zaccheo cercava di vedere Gesù, “ma (dice il Vangelo) non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e salì su un sicomoro”.

Era un uomo temuto, molto ricco, una grande personalità nel suo ambiente. Ma davanti a Gesù dimenticò tutto: si mise a correre come un bambino incontro al papà; si arrampicò sull’albero come un monello di strada.

E tutto questo per vedere quell’uomo che passava. Gesù era ed è affascinante!

Gesù era il grande e infinito Dio; era l’inaccessibile Dio proclamato in tutte le pagine della Bibbia; cantato nella solennità dei riti nel tempio; atteso da tutte le generazioni; era il Messia, il Salvatore unico di tutto il genere umano; era Gesù che per amor nostro sarebbe morto in croce e sarebbe risorto, si sarebbe chiuso nella piccola ostia consacrata per diventare cibo e bevanda di vita, balsamo, veste, dimora, forza, rifugio e conforto, speranza e salvezza nostra. E’ quel Gesù che riceviamo nella comunione, ci consola e ci conduce alla gioia senza fine del paradiso.


L’incontro con Cristo


Finalmente si incrociarono gli occhi di Gesù e quelli di Zaccheo, il Santissimo e il pessimo. Zaccheo stava sul sicomoro e Gesù (che viene dal cielo) era a terra; e alzava lo sguardo per vedere Zaccheo: il Dio del cielo scende e si abbassa al di sotto di ogni uomo.

Zaccheo, uomo materializzato dal denaro, raramente aveva incontrato sguardi benevoli. Aveva visto volti corrucciati, li aveva fatti lacrimare amaramente e senza pietà; era maledetto da tutti. Il denaro lo aveva fatto meno che uomo. Ora però stava per diventare più che uomo, simile a Dio e consanguineo con Gesù che ci nutre con il suo corpo e il suo sangue nella comunione.


Per meritarci tanti beni, il Figlio di Dio era sceso dal cielo; aveva preso per sua dimora una stalla di animali; si era fatto per noi servo e schiavo, crocifisso e sotterrato; ultimo degli uomini per essere raggiunto facilmente da tutti.


Che cosa avrà detto Zaccheo quando vide Gesù che si avvicinava?

Avrà detto: Eccolo, è lui, proprio lui che io ho cercato di vedere. Fra poco continuerà il suo cammino; sono ugualmente felice per averlo visto.

Dio non ci rende felici per poco tempo, ma per sempre, per un’eternità che non finisce mai.


Zaccheo pensava che avrebbe terminato di ricercare Gesù. Gesù proseguiva ancora a ricercarlo fino a farlo suo grande amico per sempre.

Dice il Vangelo: Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. – In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.

Gesù si fermò, si volse verso Zaccheo, lo chiamò per nome e gli disse che voleva essere ospitato a casa sua: Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. – In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.


Un altro discepolo di Gesù che fu chiamato per nome la prima volta che si era avvicinato al Maestro, gli disse: “Come mi conosci?” La risposta di Gesù fu: Prima ancora che tu nascessi io ti ho conosciuto e ti ho amato.

Siamo come i bambini che scoprono il volto dei genitori. Ma i genitori sono prima del bambino; il loro amore lo ha fatto nascere.

La prima lettura (Sap 11, 22-12, 2) dice: Tu ami tutte le creature esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa se tu non la vuoi bene? QUANDO DIO CHIAMA UNA CREATURA AD ESISTERE DICE CHE LA VUOLE E CIOE’ LA VUOLE BENE!


LA PROVA ELOQUENTE CHE DIO CI AMA E’ GIA’ IL FATTO CHE ESISTIAMO: nulla può esistere se non è amato da Dio!


Gesù chiama per nome cioè entra in amicizia intima. Zaccheo sta per diventare il discepolo prediletto.

Il Maestro prosegue dicendo: “Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.”

Scendi”, vuol dire: Vieni giù, parliamo alla pari; sono Dio, ma Dio fatto come te e crocifisso più di te, ma risorto e salvatore: siamo GRANDI amici inseparabili.

Scendi subito… In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.”

La fretta è segno di impazienza, di amore irresistibile, di gioia incontenibile, di felicità inaudita. Quale felicità è quella di diventare amici di Gesù?


E ora, Zaccheo, da vero amico, risponde con la generosità propria del discepolo fedele: è disposto a fare tutto quello che il Maestro andava insegnando. Vuole entrare in una nuova dimensione di rapporto con il prossimo perché non si può amare Dio senza amare il prossimo. Zaccheo non sarà più esattore odiato e maledetto. Ama il prossimo concretamente con la condivisione i beni e prima di tutto con il riparare il male fatto.

Zaccheo dice a Gesù: Restituisco quattro volte a coloro che ho danneggiato; e quanto mi resta sarà metà per me e metà dei poveri, come tu, Maestro,vai predicando.


Dopo questa meravigliosa conversione del peccatore pentito, nel Vangelo viene riportato il lamento dei falsi devoti, che sono peggiori di tutti i peccatori. Questi si convertono, loro molto difficilmente: Quel Gesù che si dice Salvatore “è andato ad alloggiare da un peccatore!” –

Come ci stava bene Gesù con i peccatori pentiti, infatti tutta l’umanità è peccatrice, ma si salva: 1) se riconosce di essere tale e non lo nega come i farisei; 2) si accosta all’unico Salvatore del mondo, Gesù.


Quanto era insensata la mormorazione di coloro che scandalizzati gridavano contro Gesù!

Quanta depravazione in quelle persone inconvertibili! Era gente malvagia: non aveva mai sentito i battiti del cuore di Gesù! L’integrismo o il fondamentalismo sono contrario al Vangelo.


Gesù invece uscì in un’esplosione di gioia: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa!”


Anche per noi oggi è entrata la salvezza nel cuore: abbiamo incontrato Gesù attraverso la lettura del Vangelo Fra poco lo avremo sull’altare e poi nel cuore con la comunione.


Che cosa grande è la messa, la meditazione sul Vangelo, la comunione eucaristica. Che cosa grande è il Cristianesimo! Non scambiamolo con nessuna religione!

Però occorre dedicare del tempo per coltivare l’amicizia con Gesù. Occorre dedicare tempo per la meditazione specialmente dopo la messa e dopo la comunione, altrimenti c’è il pericolo che tutto sfumi in pochi istanti, No, dobbiamo conservare Gesù sempre vivo nel cuore e adorarlo giorno e notte e goderlo con immensa gioia.


QUESTA E NON ALTRA E’ LA VERA FELICITA’!




martedì 21 luglio 2009

evangelizzazione 2008 otranto,Lecce e margherita

spiaggia di margherita di S










19 raggazi di otranto ecco quanto Dio fa una cosa la fa alla grande......





























































































































Come Dio ci chiamato a predicare il Vangelo

Dopo che mi convertii al Signore nell'agosto 1983, in me sorse il desiderio di frequentare anche le riunioni infrasettimanali della preghiera e dello studio biblico. Avevo allora circa 19 anni. Cominciai dunque a frequentare le riunioni di preghiera presso un locale di culto di Lugano, Svizzera. Infatti a quel tempo, essendo che vivevo con i miei genitori a Ponte Tresa, un paese al confine con la Svizzera italiana, frequentavamo una comunità in Lugano, Svizzera. Ora, non ricordo se fu proprio la prima volta che andai ad una di queste riunioni ma comunque fu una delle primissime volte, alla fine di una riunione di preghiera il fratello che si occupava di condurre la riunione quando andai a lui per salutarlo mi disse all'incirca queste parole: 'Sai che il Signore anni fa chiamò o te o tuo fratello a portare la sua Parola tramite una rivelazione data ad una sorella?' Ora, io di istinto risposi: 'Devo essere io!' Questo lo dissi perché siccome a quel tempo mio fratello era ancora perduto, ritenevo che lui non poteva essere. Ora, fermo restando che anche mio fratello è stato poi chiamato ad annunciare la Parola di Dio, in realtà la rivelazione di cui mi aveva accennato questo fratello era stata data proprio su di me. Questo lo scoprii poco dopo. Infatti dopo quella riunione, rimasto scosso da quelle parole, volli subito fare delle ricerche presso i miei genitori per vedere se essi sapessero qualche cosa a riguardo. E difatti essi sapevano il fatto ma non me ne avevamo mai parlato. Mia madre mi disse che una volta, quando avrò avuto circa 10-11 anni, alla fine di una riunione di culto, una sorella (che però quando mi convertii non frequentava più quella comunità da alcuni anni) le si avvicinò e le disse queste testuali parole: 'Sorella, vedrai che il Signore si userà di questo tuo figlio' e le riferì la visione avuta su di me.
Quale fu questa visione? La seguente: ella vide una colomba bianca scendere dal cielo e posarsi sul mio capo. Non era la prima volta che questa sorella veniva usata da Dio per fare conoscere ad una comunità che un determinato fanciullo era stato appartato dal Signore per un determinato ministerio. Ella infatti mi disse in seguito che nella sua vita era successo diverse volte e in svariate maniere. Ovviamente, cercai altre conferme che arrivarono infatti trovai delle sorelle della comunità che alla mia domanda si ricordarono che anni addietro questa sorella aveva fatto questa predizione a mio riguardo, una predizione che mi dissero aveva fatto subito scrivere su un foglietto ed annunciare dal pulpito nel locale di culto.
Quando mi fu confermata la rivelazione riguardante la mia chiamata al ministerio, rimasi contento ma fui anche ripieno del timore di Dio. Sapevo di avere sentito qualcosa a mio riguardo di molto importante, di un qualcosa che veniva dal cielo e che perciò dovevo darmi da fare per obbedire alla santa chiamata rivoltami.
Ma non contento di questa rivelazione così chiara, io chiesi a Dio che mi confermasse a distanza di anni che era stato proprio Lui a chiamarmi a predicare la sua Parola. Di questa mia specifica preghiera non sapeva niente nessuno, tranne Dio. Io di nascosto chiesi per diversi mesi a Dio, piangendo davanti al suo cospetto, di confermarmi quella sua rivelazione data anni addietro perché volevo essere proprio sicuro di mettermi a fare qualcosa che rientrasse nella sua volontà per la mia vita. Ebbene, la conferma arrivò nei giorni di Pasqua del 1985. Una sorella nella fede, mentre si trovava in comunità, proprio poco prima che si consumasse la cena del Signore, mentre era raccolta in preghiera ebbe questa celeste visione: vide me vestito con i miei vestiti in un posto rialzato con la Bibbia nella mia mano sinistra e il braccio destro steso, e al mio fianco vide due creature celesti vestite di bianco e con i capelli dorati. Quando questa sorella mi riferii la suddetta visione esclamai: 'Grazie a Dio, mi ha risposto. Da tanto tempo lo pregavo affinché mi confermasse di avermi chiamato a predicare!!' La gioia fu grande, veramente grande.
Da quel momento cominciai dunque a studiare le Scritture con una intensità senza precedenti nella mia vita e a pregare maggiormente; dovevo prepararmi per adempiere il ministerio a cui Dio mi aveva nella sua grazia chiamato.
A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.


Una parola a chi è stato chiamato da Dio a predicare la sua Parola

Fratello nel Signore, che hai appena creduto nel Signore, sappi che se Dio ti ha chiamato a predicare la sua Parola certamente Egli opererà DENTRO di te. Come? In questa maniera, comincerai a sentire nel tuo cuore il forte desiderio di annunciare il Vangelo alle persone del mondo e la Parola del Signore ai fratelli, e questo farai ogni qual volta ne avrai l'occasione sia in pubblico che in privato. Questo desiderio non ti lascerà mai, sarà con te il giorno e la notte, in qualsiasi circostanza. In te ci sarà come un fuoco rinchiuso nelle tue ossa che tu non potrai trattenere. Col passare del tempo ti accorgerai di possedere la capacità di annunciare la Parola di Dio, in maniera franca, in maniera efficace, ma di questo non ti accorgerai solo te ma anche coloro che ti ascoltano, siano essi increduli che credenti. I fratelli che ti conoscono e che temono Dio e sanno riconoscere la voce di Dio quindi ti incoraggeranno a proseguire e a vie più progredire, perché vedranno e riconosceranno che Dio ti ha appartato per il Vangelo. Se desideri ricevere una rivelazione da parte di Dio che confermi la sua chiamata verso di te sei libero di farlo, fallo con fede, sinceramente, senza dire niente a nessuno di questa tua richiesta, cerca la faccia del Signore con grande ardore e lui non mancherà di confermarti quello che senti nel tuo cuore. Quello che devi sapere inoltre è che Dio, avendoti chiamato a predicare, ti aprirà le porte necessarie affinché tu espleti il ministerio che Lui ti ha dato. Non ti devi preoccupare di come farà Dio, sappi che Dio aprirà le porte davanti a te, porte che non si potranno chiudere perché Lui è colui che apre e nessuno chiude.
Alcune raccomandazioni.
Sii umile, non innalzarti, perché Dio resiste ai superbi; la chiamata che hai ricevuto l'hai ricevuta per grazia senza alcun merito dunque. Quindi tu non hai nulla di che gloriarti davanti a Dio e davanti ai fratelli. Ringrazialo, e riconosci la grazia di Dio in te.
Sii sincero e onesto, verace, giusto e santo nei tuoi rapporti con il tuo prossimo al fine di avere una buona coscienza davanti a Dio e agli uomini, e affinché il ministerio da te ricevuto non sia vituperato. Sii dunque un esempio ai credenti in ogni cosa.
Abbi il tuo diletto nella Sacra Scrittura, meditala sempre, e accompagna la sua lettura e meditazione con la preghiera, con una preghiera continua. Nel pregare del continuo troverai una sorgente di nuove forze; non trascurare la preghiera, è vitale.
Nel predicare il Vangelo ai peccatori sii risoluto, deciso, franco nell'annunciare loro la morte di Cristo avvenuta per le nostre offese e la sua resurrezione avvenuta per la nostra giustificazione. Digli e fagli capire chiaramente che essi sono dei peccatori perduti che sono sulla via della perdizione che mena nel fuoco eterno, e che l'unica maniera che hanno per essere salvati è quella di ravvedersi dei loro peccati e credere in Gesù Cristo. Aspettati e prega che si convertano i peccatori che ti sentono predicare. Non lusingarli, Dio ti chiederebbe conto del loro sangue se lo facessi.
Non adattare la tua predicazione ai gusti dei credenti, oggi ci sono molti credenti che vogliono sentire solo cose piacevoli per cui non piace loro sentire parlare dell'inferno, del giudizio eterno, delle vendette di Dio contro coloro che fanno il male, delle sofferenze che i cristiani devono patire per amore del Signore. Non assecondare i loro desideri, tu devi predicare quello che dice la Parola di Dio, e la Parola di Dio parla pure di queste cose, quindi non ti tirare indietro dall'annunciarle.
Tra le cose che i credenti moderni non vogliono sentire ci sono quelle predicazioni sulla santificazione che non sono fatte in termini generali, quindi non vogliono sentire parlar contro il guardare la televisione, andare al cinema, andare al mare a fare il bagno, contro l'avarizia, contro le minigonne, i gioielli e il trucco e quanto altro possa dispiacere a Dio e che non si addice ai santi. Ti scongiuro nel nome del Signore di non assecondarli neppure in questo, levati contro le mondane concupiscenze che imperversano in mezzo al popolo di Dio, chiamandole per nome, specificandole, riprovale senza mezzi termini.
Non cercare mai le folle a tutti i costi, come alcuni, perché altrimenti ti guasterai, la tua predicazione cesserebbe di essere una predicazione verace. Il tuo parlare non sarebbe più mosso da sincerità, come era il parlare degli apostoli, ma mosso da altre ragioni. Smetteresti di piacere a Dio per piacere agli uomini; stai attento alle insidie del diavolo.
Non metterti a predicare per denaro, come alcuni, perché anche in questo caso ti guasteresti e la tua predicazione smetterebbe di essere sincera. Aspettati certo che i fratelli contraccambino il servizio che tu svolgi, tu hai il diritto di vivere del Vangelo che predichi. Ma non stabilire tariffe per le tue predicazioni. Sappi che coloro che tu servi e che temono Dio ti faranno parte dei loro beni, come dice la Scrittura. Ovviamente non mettere in vendita neppure tuoi eventuali scritti, è una cosa che non si addice agli amministratori dei misteri di Dio.















venerdì 19 giugno 2009

ciò che Piace e ciò che non piace a satana......






CIO' CHE PIACE E CIO' CHE NON PIACE A SATANA

Padre Pellegrino Maria Ernetti, morto alcuni anni fa, era monaco benedettino dell'Abbazia di San Giorgio Maggiore di Venezia, dove riceveva centinaia di persone alla settimana per essere esorcizzate. Era noto per i suoi studi biblici e teologici. Le sue conoscenze nelle varie scienze erano note e tali che costituirono punti sicuri di riferimento per i fedeli che accorrevano da lui non solo da tutta l'Italia, ma anche dall'estero, perché era il più preparato esorcista del nostro tempo.
Padre Pellegrino Ernetti, in una intervista fattagli dal giornalista Vincenzo Speziale, diceva: ... oggi il male (e tutti ce ne lamentiamo) sta dilatandosi sempre più in tutto il mondo e nelle più svariate e raffinate manifestazioni.
Chi reagisce? Chi lotta? Chi prende le armi della fede? Non si ‘può pretendere di piantare il seme buono e che esso poi possa attecchire e produrre frutto, se prima non abbiamo dissodato questo terreno dalle spine e dai rovi del demonio. Vana sarebbe ogni pastorale che non comprendesse questa tattica di lavoro spirituale, perché gli eletti sono coloro che hanno vinto il dragone nel Sangue dell'Agnello. La pastorale comincia qui ed essa non consiste nel costruire grandi edifici, oratori, opere parrocchiali ecc., quando poi il sacerdote non si trova più nel confessionale, perché oggi, con varie scuse, i sacerdoti non sono più a disposizione delle anime, non confessano più, ritengono la Confessione come l'ultima cosa...! Questo è errato perché è il Sacramento grande che ci sia, perché lotta contro il demonio lavando le anime nel Sangue di Gesù. La Confessione non toglie soltanto il peccato dall'anima, ma ci dà una corazza con cui possiamo lottare contro il demonio. Io ne ho una esperienza terribile!
Quindi ricorriamo con frequenza a questo grande Sacramento. Chi ci purifica dai nostri peccati? Il Sangue di Cristo! Chi ci santifica? Il Sangue di Cristo! Chi ci dà la forza di lottare contro i nostri nemici spirituali? Il Sangue di Cristo! Ma chi amministra il Sangue di Cristo se non ci sono sacerdoti a disposizione nei confessionali? Essi pensano alle macchine, pensano a correre a destra e a sinistra, per non parlare di altre cose peccaminose.
A questo punto il giornalista gli fa questa domanda:
Cosa piace al demonio, cosa dispiace al demonio?
Padre Pellegrino rispose: Ora stai attento. Gli esorcisti non hanno pensato a quello che mi sono sforzato di fare io, perché se l'avessero fatto tutti a quest'ora potremmo avere dei volumi su quello che vuole o non vuole il demonio. Io dopo aver esorcizzata una persona austriaca, ho cominciato a far registrare dai miei collaboratori tutto e così a poco a poco è venuto fuori da tanti esorcismi una catechesi del demonio. Ti prego di pubblicarla tutta, perché forse sarà il culmine di tutte le altre domande. Iniziamo con “Ciò che piace al demoni”:
Primo - La particola sulla mano: “Così posso calpestare il vostro Dio, queI Dio che io ho ucciso, e posso celebrare le mie messe con i miei sacerdoti che ho strappato a lui”.
Secondo - I preti vestiti come netturbini, camuffati “così li porto dove voglio io, negli alberghi e nelle case private in cerca di donne e di omosessuali, e faccio commette re tanti sacrilegi, e li porto nel mio regno! Quanti, quanti preti mimetizzati sono nel mio regno! E non mi scapperanno più” (qui seguono delle risate a dir poco agghiaccianti).
Terzo - I preti e i Vescovi iscritti alla massoneria e alle mie sette: “Oh quanti, oh quanti ce ne porto col denaro e con le donne... quanti, quanti diventano miei amici fedeli... col denaro e con le donne... ne prendo quanti ne voglio, li porto nel mio regno”.
Quarto - Le gonne corte. “Con le quali accalappio uomini e donne e riempio il mio regno... che contento.., che gioia”.
Quinto - La televisione:“Uh, la televisione.., è il mio apparecchio, l'ho inventato io... per distruggere le singole anime e le famiglie.., le separo, le disgrego con i programmi miei sottilissimi e penetranti... uh, la televisione è il centro di attrazione con cui attiro anche tanti preti, frati e suore specialmente nelle ore piccole, e poi non li faccio più pregare.,. In un attimo, mi presento in tutto il mondo.,. mi ascoltano e mi vedono tutti... mi aiutano assai bene i miei fedeli servi, i maghi, le streghe, cartomanti, chiromanti, astrologi . (I puntini indicano il prosieguo del discorso, e risate che di umano non hanno proprio nulla).
Sesto - Le discoteche: “Che bello.., sono i miei palazzi d'oro dove attiro le migliori speranze della società che io faccio mie distruggendo le loro anime e i loro corpi.. .quante migliaia e migliaia ne porto con me con l'alcool, con la droga e col sesso... oh, che continua mietitura. Le ho affidate a tanti politici, miei fedeli servi, a consacrati... Io sono il vero re del mondo, e non già il vostro Dio, che io ho crocifìsso'
Settimo - Il divorzio.., la separazione degli sposi:” Sono state inventate da me, ne rivendico la proprietà... E' una delle mie più intelligenti scoperte... così distruggo la fa miglia e distruggo la società, dove io sono adorato come vero re del mondo... IL SESSO... IL SESSO... non ascoltate quell'uomo impiccato in croce che non vi dà niente... il vero piacere ve lo dò soltanto io col sesso libero.., il mio regno è soprattutto libertà del piacere sessuale con cui regno sul la terra”.
Ottavo - L'aborto.., l'uccisione degli innocenti:“Oh... urrah! urrah! E stata la mia trovata più bella e più gustosa! ammazzare gli innocenti invece dei colpevoli e degli omicidi della mafia! Distruggo l'umanità e così finiscono, prima di nascere, gli adoratori del vostro falso Dio... urrah! urrah!”.
Nono - La droga: “È il cibo più gustoso che io faccio mangiare ai giovani per renderli pazzi.., e così ne faccio quello che voglio.., ladri.., assassini,,, lussuriosi,,, feroci come me... dominatori del mondo.., miei ministri “.
Decimo - Ma soprattutto mi piacciono e mi rallegrano quei vescovi e quei preti che negano la mia esistenza e la mia opera nel mondo:“e sono tantissimi,,, oh! che gioia, che gioia per me... lavoro tranquillo e sicuro.,, persino i teologi oggi non credono alla mia esistenza.., che bello.., e così negano anche quel loro Dio che era venuto per distruggermi,,, invece io l'ho vinto.., l'ho inchiodato sulla Croce,., hahahahaha...! Bravi questi preti,,, bravissimi questi vescovi,.. bravissimi questi teologi.., sono tutti miei fedeli servitori.,, ne faccio quello che voglio... ormai sono miei.., li porto dove voglio.., vestiti da beccamorti,,, con la sigaretta sempre in bocca.., profumati come gagà... in cerca di donnicciole facili.., con auto all'ultima moda.., pieni di danaro.,. si ribellano ai dogmi del loro falso Dio e della falsa Chiesa di quel crocifisso mia vittima.., sono i soldati più sicuri del mio regno, pieno pieno di loro... Con essi metto confusione e smarrimento nel popolo, che allontano sempre più dal falso Dio.,. e porto nel mio regno di odio e di disperazione eterna.., per sempre con me, con me... ha ha ha ha ha ha! Quanti di essi ne ho fatti iscrivere alle sette mie... alletta ti dalla mia carriera e dal mio denaro.., li compro con facilità.., perché finalmente sono riuscito a non fare amaUndicesimo - I politici che si dichiarano cristiani:“ma che cristiani non sono, perché sono miei e al mio servizio... Presentandosi però come cristiani, ingannano tante persone che li seguono dove io astutamente li porto... Vengono con me a rubare allegramente il denaro del popolo, denaro che costa sudore e lacrime di lavoro sofferto; denaro strappato alle famiglie povere con tasse inique, imposte da questi politici che ingrassano, sciupano, spendono e spandono senza limiti...
Eppure faccio fare loro delle dichiarazioni di rettitudine, di bontà, di ossequio, di lealtà e di sincerità cristiana, tali da far cadere anche i preti e i vescovi con loro... Il denaro è la mia arma più efficace; preti e vescovi chiudono gli occhi su questi politici, miei servi e schiavi.., basta che loro trovino i soldi per costruire o restaurare chiese, asili, case parrocchia li belle e comode, patronati... Sono i miei sacrestani più fedeli, per mezzo dei quali posso penetrare nelle case del clero, obbediente al mio denaro... del resto non sono stati questi politici che hanno firmato l'adulterio del divorzio e l'aborto?
Ma il clero.., fa loro la propaganda che io desidero”.
Dodicesimo - I politici che si chiamano laici: “sono gli avanguardisti del mio regno... Le menzogne, studiate ad arte, i soprusi diligentemente realizzati, i latrocini mafiosa mente perpetrati, gli intrallazzi diplomaticamente eseguiti, il malcostume capillarmente diffuso con tutti i mass media, gli omicidi, i rapimenti organizzati a mano armata, la diffusione delle varie droghe mediante il silenzio rigidissimo dell'omertà politicamente organizzata, e tanti tanti altri delitti e disordini sociali, sono tutte opere che io realizzo mediante l'opera di questi politici, miei seguaci e untorelli fedelissimi... Hanno da me il mandato preciso di usare tutti i mezzi e le maniere più infernali per distruggere la società,purtroppo ancora legata a quel crocifisso che io ho impiccato sull'infame legno.., distruggere, distruggere... Questi politici sono i miei discepoli e seguaci prediletti perché obbedientissimi al solo mio cenno, senza che neppure se ne accorgano.., Sono essi che mi organizzano in tutte le città e paesi le logge massoniche più attive e subdole, più scaltre e di punta, sempre donando denaro, carriera e piaceri sessuali... Sono essi che ricevono i miei precisi comandi di penetrare e distruggere dall'interno la Chiesa... Quanti ecclesiastici hanno ceduto e continuano a cedere alle proposte e agli allettamenti di denaro e di carriera... Distruggere la chiesa è il mio primo e ideale progetto... Oh, che contento... che contento...! Con questi fedelissimi politici ho già da tempo iniziato a distruggere la società in ogni settore e grado e in tutti gli ambienti, destabilizzando gli ordini di pubblica sicurezza, di economia, di diplomazia, di relazioni sociali.., naturalmente sempre con le mie armi di ambizione, carriera, denaro, donne, piaceri... Oh che contento! che gioia! che vittoria.., hahahahaha”
Tredicesimo - Giudici e magistrati: “Mi piacciono poi in maniera particolarissima quei giudici e magistrati che hanno dietro le loro spalle il motto tradizionale - LA GIUSTIZIA È UGUALE PER TUTTI - eccetto ormai che per loro! Che bravi, che fedeli questi miei schiavetti della giustizia! Finalmente sono riuscito a politicizzare anche i giudici! Final mente sono riuscito a sindacalizzarli! Finalmente sono riuscito a farli vendere con il denaro e le bustarelle! Quante persone innocenti faccio condannare in carcere per anni e anni.., mentre faccio uscire e assolvere i miei seguaci, considerati dal popolo come assassini e mascalzoni.., li faccio uscire dal carcere perché devono continuare a dilatare il mio regno di disordine, con omicidi, ladrocini, spaccio di droga, sequestro di persone e di bambini... Che meraviglia questi miei giudici politicizzati, partitizzati, venduti,,, Li ho ridotti a non riconoscere più ciò che è giusto da ciò che è ingiusto...! Sono oggi il mio corpo specializzato di assalto contro la giustizia! Che meraviglia liberare dalle carceri i grandi brigatisti e mafìosi, e lasciare dentro i poveri derelitti più o me no innocenti! Che bello lasciare liberi i FALSI PENTITI con i quali io agisco con maggior sicurezza! Che bello mandare agli ARRESTI DOMICILIARI coloro con i quali posso più liberamente organizzare il disfacimento della società! Bravi... bravissimi... giudici venduti! E quanti, quanti ne passano ogni giorno, sempre di più, nel mio regno, allettati dal denaro e dalla carriera e dall'orgoglio, le mie armi da loro amate e desiderate... E quei giudici che non si vogliono allineare con me, li faccio scomparire... E che cosa è la lotta intorno a loro, che aumenta sempre di più tra questi magistrati, se non il frutto della mia presenza e della mia costante e insistente opera? E che cosa è la continua lotta tra i magistrati e politici e le forze dell'ordine, se non effetto del veleno che io riesco ad iniettare costantemente tra di loro?... E finita.., è finita la pseudo-pace che ha promesso quel buffone del vostro Dio, che io ho vinto e crocifisso... È finita.., il mondo intero è con me... sono io ormai il re del mondo.., sono io...!”.
Quattordicesimo - Le sétte: “Una mia particolare predilezione sono le tantissime Sétte che io continuo a creare e a diffondere capillarmente in tutto il mondo. Sono i mezzi più immediati con i quali scardino la fede in quel falso vostro Dio da me crocifisso... creo così la babele nella fede... Il vostro PRETE BIANCO strilla e sbraita perché ha paura di me, ha paura che io gli tolga il trono già tanto vacillante... ma io ho già vinto, ho messo la babele nella fede, nei semplici come nei dotti, compresi preti, teologi e vescovi.., le mie sétte sono sempre più invincibili... la mia massoneria paga, paga molto bene ogni mio seguace... Sarò sempre vincitore io... e la babele nella fede sarà la mia vittoria... Nella sola vostra Italia ho più di 672 sétte e religioni mie che voi chiamate sataniche, che sono piene zeppe di anime a me votate e consacrate, e battezzate con il proprio sangue nel mio nome... Esse mi rendono quotidianamente il culto che io merito come sovrano della terra con preghiere, con inni e cantici e... con messe nere, durante le quali vinco calpestando e distruggendo quelle ostie nelle quali gli stupidi cristiani credono presente il loro crocifisso... Ma se così fosse, perché permette che io lo distrugga impunemente...? hahahahaha... Queste SÉTTE da me comandate insieme ai miei seguaci di stato maggiore del mio regno, convertono incessantemente i cristiani e li rendono miei fedeli seguaci... sono centinaia e centinaia che ad ogni ora, rinnegano la fede vostra per aderire alle mie sétte, ove io li accolgo a braccia aperte e dono loro tutti i miei piaceri e tutte le libertà di vivere il più lontano possibile dalla vostra Chiesa.., è la vera felicità.., la vera gioia che solo io posso dare a voi..., Dall'alta, alla media, alla bassa Italia e nelle isole.., ovunque ho le mie sétte che lavorano indefessamente D'altra parte, ormai, molte chiese e parrocchie sono senza prete.., sono riuscito a distruggere e far morire le vocazioni.,, e le mie sétte suppliscono il prete... hahaha,,. Dai testimoni di Geova ai Centri età dell'Acquario, ai Steinerantroposofici, ai teosofici, ai Carolina, ai Cenacoli 33, ai Centri di Schamannesimo, ai Rosacroce, agli Arcobaleno, ai Gialli, agli Ergoniani, ai Scientology e tante e tante altre mie sétte e religioni che ogni giorno invento e creo, sono un vero esercito che lotta contro la vostra Chiesa,,, e vincerò vincerò... anche se il vostro crocifisso ha detto a voi che LE PORTE DELL'INFERNO NON PREVARRANNO, hahaha,,, E non bastando questo, mi sono in filtrato in certi gruppi-base che voi credete vostri... Invece sono miei, li ho già afferrati gettando nei singoli il mio isterismo parossistico,., diventano tutti visionari falsi di cristi e di madonne che, come loro credono parlano.., ma sono io che mi rivelo a loro... hahahaha “,
Quindicesimo - I teologi: I miei teologi, con le dottrine da me ispirate... Oh, questi sì che costituiscono la mia PUNTA DI DIAMANTE di prima trincea! Che teologi intelligenti! Essi hanno capito che quei dogmi rigidissimi, dettati da certi sciocchi capi ecclesiastici, in realtà sono delle falsità puerili, che crollano al semplice confronto con la realtà quotidiana... che bravi... bravissimi...! Del resto li ho portati ad insegnare le mie dottrine non soltanto nei seminari ordinari, ma persino nelle più alte e prestigiose Università Pontificie, persino in quella romana del vostro PRETE BIANCO (Università Lateranense). La dottrina della MORTE DI Dio l'ho ispirata io, e con essa mi sono venuti dietro milioni di studiosi che sono diventati miei discepoli e fedeli convinti. Da quando io regno, il vostro dio è morto, non esiste più. E finita così ogni legge costrittiva: tutti possono e devono vivere liberamente, come insegno io: libertà di idee, libertà di pensiero, libertà di azione... ognuno è liberissimo finalmente di agire e fare quello che crede e vuole ovunque e sempre e con chiunque... Non esiste più norma né regola... ciascuno è come sono io, padrone di tutto e di tutti: il vostro Dio è morto! E chi potrebbe negarlo, se lo stesso vostro crocifisso ha dichiarato che io, solo io sono IL PRINCIPE DI QUESTO MONDO? E se lui stesso ha detto TUTTO IL MONDO È IN MIA IN SINDACABILE BALÌA E PADRONANZA?... Finalmente questi teologi, i più intelligenti in assoluto, mi hanno dato ragione. Ma se Dio è morto, allora è chiaro che sono crollati tutti gli altri dogmi: la creazione, l'incarnazione, la risurrezione, l'immacolata, l'assunzione, l'eucarestia e tutti i sacramenti... tutte storielle inventate per tenere costretti gli allocchi cristiani... Ed ecco centinaia e centinaia dei miei teologi che hanno persino il coraggio di sfidare il PRETE BIANCO CON LETTERE E FIRME... CHE PROVI IL CONTRARIO, SE HA IL CORAGGIO E SE È CAPACE... Ha scrollato la testa e ha lasciato i miei teologi che continuassero questi insegnamenti, senza il minimo rimprovero né punizione... Dunque anche lui è d'accordo con me, nella negazione di tutti i suoi dogmi... ma che bravo! hahaha... E mentre questi grandi teologi sono con me, vi sono altri piccoli teologi untorelli che, per rivalsa, negano la mia esistenza, come fiaba da medioevo, rinviando tutte le mie presenze e manifestazioni a fatti unicamente psichiatrici e psichici... Bravissimi, questi teologi, questi preti e... tanti vescovi... bravissimi! E il servizio migliore che mi potete fare: farmi agire silenziosamente, senza minima mente lottare contro la mia presenza e le mie astuzie... bravissimi... fate sempre così, e io continuerà la mia opera infernale senza colpo ferire! I miei teologi intelligenti negano i dogmi della vostra chiesa, e teologi stupidi negano la mia esistenza... Che trionfo... ha ha ha... Ma allora dove sono più gli eretici di una volta? Nessuno! Né chi nega i dogmi, né chi nega me, eppure nell'elenco dei dogmi era anche quello della mia esistenza...! Ho vinto la vostra Chiesa “.re più né quel falso loro Dio, né quella donna che pretende di avermi vinto “.




E adesso parliamo di ciò che invece dispiace al demonio: quello che ti raccomando, caro Vincenzo, è di non tralasciare nulla, neanche una virgola...
A) La confessione.., che stupida invenzione... Quanto mi fa male... mi fa soffrire... il Sangue di quel vostro falso Dio... quel Sangue come mi schiaccia... mi distrugge... lava le vostre anime e mi fa scappare (strilli orribili di pianto!)... Quel sangue, quel Sangue... è la mia pena più atroce... Però ho trovato quei preti che non ci credono più alla confessione e mandano i cristiani a ricevere quel falso Dio in peccato... Bene, bene, bravissimi... quanti sacrilegi faccio commettere...
B) Il pasto dove mangiate la carne e il sangue di quel crocifisso che ho ucciso io... E qui che io perdo le mie battaglie.., è qui che mi trovo disarmato... non ho più le forze per lottare.., quelli che si nutrono di questa carne e bevono di questo sangue diventano fortissimi contro di me, diventano invincibili alle mie scaltre seduzioni e tentazioni, sembrano diversi dagli altri, sembra abbiano una luce speciale e un'intelligenza velocissima... mi rifiutano subitaneamente e si allontanano da me e mi scacciano come se fossi un cane... che tristezza, che dolore aver a che fare con questi CANNIBALI... Ma io li perseguito ferocemente... e tanti vanno a mangiare quell'ostia in peccato... hahaha... che contento... che contento.., che gioia... odiano il loro Dio e lo mangiano hahahaha! Vittoria mia... vittoria.., un'ah... urrah... Quanto sono insensati quelli che perdono ore e ore di giorno e di notte, in ginocchio ad ADORARE UN PEZZO DI PANE nascosto in una scatola sull'altare di quel falso Dio. Quanta rabbia mi fanno queste persone! Mi distruggono tutte le opere che ottengo da tanti sacrileghi cristiani, preti, suore e vescovi... Quanti sacrilegi mieto in continuazione, è una mia incessante vittoria... Quanto dolore... Quanta rabbia queste adorazioni irrazionali...!
C) Odio il rosario.., quell'arnese guasto e marcio di quella donna lì è per me come un martello che mi spacca la testa... ahiiiii!
E l'invenzione dei falsi cristiani che non mi ubbidiscono, per questo seguono quella donnaccia! Sono falsi, falsi... in vece di ascoltare me che regno su tutto il mondo, questi falsi cristiani vanno a pregare quella donnaccia, mia prima nemica, con quell'arnese... oh quanto male mi fanno...
D) Il male più grande di questo tempo per me sono le continue PRESENZE, LE APPARIZIONI di questa donnaccia in tutto il mondo; in tutte le nazioni appare e mi perseguita strappando dalle mie mani tante anime... migliaia e migliaia... per ascoltare i suoi falsi messaggi... Per fortuna mi difendono i vescovi e i preti che non credono a quella ignobile Donna... non credono e così apportano scompiglio... bravi, bravi questi miei apostoli dell'eresia... hahaha...
E) Ma ciò che maggiormente mi distrugge è L'ASINESCA OBBEDIENZA a quell'uomo VESTITO DI BIANCO che comanda a nome del falso redentore e del falso vostro salvatore.., che asini.., pecore... che conigli...! Obbedire a un uomo che ama quella donnaccia lì, che mi perseguita da sempre... che vergogna... questo mi distrugge il mio regno... Ma io ho suscitato centinaia di preti, frati, teologi e vescovi che gli fanno guerra... guerra senza frontiere a quel pagliaccio bianco. Vincerò io, vincerò io... hahaha! Lo farò morire, assassinare... una brutta fine gli farò fare. E odioso ai miei seguaci, quel polacco che ama quella donnaccia lì... che propaganda il rosario di quella ignobile Donna come la sua preghiera preferita.., che vigliacco, che asino... mi schiaccia... ohohohohoh (urli di pianto)...!
F) “Molto mi preoccupano quelle servette con la testa fasciata che abbandonano tutti e tutto per chiudersi entro quattro mura, per sacrificare tutto ciò che è bello e buono per quel Dio che solo io sono riuscito a vincere... Giorno e notte si mortificano con veglie e digiuni incoscienti e in consistenti, non dormono sufficientemente, non mangiano secondo la necessità dell'appetito e del corpo che reclama il vitto necessario, non parlano liberamente ovunque e sempre... taciturne... immusonite,., piene di tristezza, la più disumana.., pregano, cantano e tutto questo sacrificio per chi lo fanno? Per quali motivi particolari, per quali fini, con quali risultati? La stragrande maggioranza, per fortuna, so no persone poco o punto intelligenti.., ottuse di mente... abuliche di volontà che si sono lasciate trascinare da qual che prete insoddisfatto... Povere donnicciole che non sanno e non conoscono il vero piacere del sesso con tutte le relative gioie che esso dona...! Povere servette, che non hanno sentito mai le sensazioni della carne, procurate dagli amplessi e dai baci dei miei uomini...! Eppure quante ne faccio cadere, le riduco ad una vita grama, sterile, prive di ogni fervore, gettandole nel massimo della tiepidezza... Sì, ne de vo fare una strage... perché soprattutto di queste claustrali ho paura... ho una paura terribile...! Sono i nemici miei più terribili e agguerriti, mi strappano dalle mani tante anime di ogni sesso, di ogni classe e condizione... Che nemiche terribili... quanto incominciano a pregare per la conversione di un'anima da strapparmi, non la smettono più... più... più... sono tenaci e caparbie! Se poi non bastassero le lunghe ed estenuanti preghiere alloro falso Dio crocifisso, del quale si chiamano spudoratamente sue SPOSE, allora incominciano con le estenuanti penitenze di ogni genere... che nemiche... che soldati di primo assalto! Ho tentato tante volte di diminuire le vocazioni a questa stupida vita.., ma purtroppo non ci sono ancora riuscito... sono troppe ancora le donnette stupide e sciocche, anche se tante volte sono perfino laureate e diplomate... Che nemiche...!
G) Ci sono poi i miei veri persecutori acerrimi e accani ti: sono quelli che si fanno chiamare ESORCISTI; che brutta genìa, che disgrazia nel mondo... per fortuna ce ne sono ancora pochi, pochissimi, perché io dissuado i vescovi a nominarli... e questi mi credono e mi ubbidiscono, anche contro il comando del loro Dio crocifisso che comandò loro: IN MIO NOME, SCACCIATE I DEMONI. Che buffone!!! Questi vescovi hanno paura di me, tanta, tantissima! Io già li possiedo... e non faccio fare a loro gli esorcismi contro di me, e neppure permetto loro che nominino esorcisti... che nemici feroci...! Molte volte sono riuscito a vendicarmi, a punirli, a schiaffeggiarli, a bastonarli, a fermarli con tante e svariate malattie, a volte anche gravi... Ma purtroppo, non cedono... non cedono... E quando essi si avvicinano alle mie prede, devo scappare... o presto o tardi devo fuggire... che preghiere fanno... e sempre in nome di quel loro Dio... e di quella loro donna madre del crocifisso... Oh, che dolori, che strazio per me...!”.
Ecco, caro Vincenzo, ciò che il demonio ha detto per bocca degli ossessi da me esorcizzati, alla presenza dei miei collaboratori e che ho registrato su nastro magnetico. Certo, gli argomenti non sono tutti, ne ho riportati soltanto alcuni, i più scottanti e importanti, che serviranno, spero, a far riflettere tutti coloro che vogliono vivere seriamente il proprio Battesimo, che è un sì a Dio e un no al demonio. La lista è tremenda e merita seria riflessione ed esame di coscienza da parte di tutti, ma soprattutto merita preghiera assidua e penitenza, la frequente pratica della confessione sacramentale, ove il Sangue di Gesù ci purifica e ci dona uno scudo fortissimo con cui vincere il nostro nemico