martedì 19 gennaio 2010

ZACCHEO CERCA GESU’ E LO TROVA

ZACCHEO CERCA GESU’ E LO TROVA



“Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.

Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. – In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: E’ andato ad alloggiare da un peccatore! – Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto. - Gesù gli rispose: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” (Lc 19, 1ss).

Dice il Vangelo: Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città.

Per qual motivo Gesù attraversava la città?

Lo dice il Vangelo alla fine del brano: perché“il Figlio dell’uomo (cioè il Messia, il Salvatore) è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”. Lo scopo del viaggio di Gesù in Gerico era quello di incontrare il grande peccatore Zaccheo e salvarlo.


Gesù non va in cerca soltanto di Zaccheo, ma di ogni persona di ogni tempo e di ogni luogo. Anche noi siamo ricercati da Gesù e sollecitati a rispondere alle prove del suo amore. Ogni desiderio di bene è frutto della sollecitudine di Dio per noi ed esige la risposta, altrimenti il dialogo si blocca.


Gesù cercava Zaccheo, ma anche Zaccheo cercava Gesù. Gesù gli aveva prima toccato il cuore ed egli aveva sentito il bisogno di vederlo.

Dice il Vangelo Zaccheo “cercava di vedere quale fosse Gesù”.

Che cosa vuol dire “cercare”? Nell’originale greco la parola cercare si dice “zetéo”. Al tempo di Gesù si pronunziava “zitéo”, da cui viene la parola calabrese “zitu/zita”, sposo/sposa.

La ricerca (di cui parla il Vangelo) era e deve essere appassionata sia da parte di Gesù che da parte di Zaccheo.

Non esiste un amore più grande di quello di Dio e per Iddio.

Dunque tutti possiamo essere fortunati in amore, ma bisogna scoprire qual è il vero supremo amore, quello che riempie tutta la nostra esistenza: è l’amore dell’infinito Dio. Nessuna cretura può riempire il cuore umano.


Chi era Zaccheo? Un “capo dei pubblicani”. I pubblicani o esattori di imposte erano esosi, avidi di denaro, crudeli con tutti; erano chiamati peccatori!

Zaccheo apparteneva a questa categoria; e con la qualifica più alta, era “capo dei pubblicani”, dice il Vangelo.

Nessuno dunque dubiti della propria felicità. Tutti possiamo essere felici e ciò dipende soltanto da noi. Dio da parte sua ce lo sta dicendo con questa pagina stupenda del Vangelo.

Zaccheo, questa parola in ebraico significa “uomo giusto e santo come era giusto san Giuseppe”.

Che contraddizione era chiamare giusto un peccatore e capo dei pubblici peccatori!

Eppure Gesù riuscì ad attrarre a sé Zaccheo e a trasformarlo in discepolo fedele.

Nessuno si scoraggi; nessuno si consideri destinato alla perdizione. Tutti siamo amati teneramente da Dio infinito Amore.


Zaccheo dunque cercava appassionatamente il Salvatore; e lo trovò, secondo le parole del Vangelo: Chi cerca trova: che vuol dire: chi cerca Dio lo trova.

Dobbiamo aver fede e non scoraggiarci mai, ma cercare e ricercare fino al raggiungimento dello scopo, la nostra felicità.


Anche le persone peggiori conservano nel fondo del cuore una scintilla di bontà che può accendere un grande fuoco di amore divino e umano. Dentro ogni cuore c’è una persona amata. Dov’è amore c’è Dio. Solo nell’inferno esiste solo odio e odio per tutti: per Iddio e perfino le persone più amate in vita!

Dentro ogni cuore risuona la voce di Dio, che ripete il suo invito alla conversione e all’intimità con lui; invito delicato, insistente, potente.

Zaccheo cercava di vedere Gesù, “ma (dice il Vangelo) non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e salì su un sicomoro”.

Era un uomo temuto, molto ricco, una grande personalità nel suo ambiente. Ma davanti a Gesù dimenticò tutto: si mise a correre come un bambino incontro al papà; si arrampicò sull’albero come un monello di strada.

E tutto questo per vedere quell’uomo che passava. Gesù era ed è affascinante!

Gesù era il grande e infinito Dio; era l’inaccessibile Dio proclamato in tutte le pagine della Bibbia; cantato nella solennità dei riti nel tempio; atteso da tutte le generazioni; era il Messia, il Salvatore unico di tutto il genere umano; era Gesù che per amor nostro sarebbe morto in croce e sarebbe risorto, si sarebbe chiuso nella piccola ostia consacrata per diventare cibo e bevanda di vita, balsamo, veste, dimora, forza, rifugio e conforto, speranza e salvezza nostra. E’ quel Gesù che riceviamo nella comunione, ci consola e ci conduce alla gioia senza fine del paradiso.


L’incontro con Cristo


Finalmente si incrociarono gli occhi di Gesù e quelli di Zaccheo, il Santissimo e il pessimo. Zaccheo stava sul sicomoro e Gesù (che viene dal cielo) era a terra; e alzava lo sguardo per vedere Zaccheo: il Dio del cielo scende e si abbassa al di sotto di ogni uomo.

Zaccheo, uomo materializzato dal denaro, raramente aveva incontrato sguardi benevoli. Aveva visto volti corrucciati, li aveva fatti lacrimare amaramente e senza pietà; era maledetto da tutti. Il denaro lo aveva fatto meno che uomo. Ora però stava per diventare più che uomo, simile a Dio e consanguineo con Gesù che ci nutre con il suo corpo e il suo sangue nella comunione.


Per meritarci tanti beni, il Figlio di Dio era sceso dal cielo; aveva preso per sua dimora una stalla di animali; si era fatto per noi servo e schiavo, crocifisso e sotterrato; ultimo degli uomini per essere raggiunto facilmente da tutti.


Che cosa avrà detto Zaccheo quando vide Gesù che si avvicinava?

Avrà detto: Eccolo, è lui, proprio lui che io ho cercato di vedere. Fra poco continuerà il suo cammino; sono ugualmente felice per averlo visto.

Dio non ci rende felici per poco tempo, ma per sempre, per un’eternità che non finisce mai.


Zaccheo pensava che avrebbe terminato di ricercare Gesù. Gesù proseguiva ancora a ricercarlo fino a farlo suo grande amico per sempre.

Dice il Vangelo: Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. – In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.

Gesù si fermò, si volse verso Zaccheo, lo chiamò per nome e gli disse che voleva essere ospitato a casa sua: Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. – In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.


Un altro discepolo di Gesù che fu chiamato per nome la prima volta che si era avvicinato al Maestro, gli disse: “Come mi conosci?” La risposta di Gesù fu: Prima ancora che tu nascessi io ti ho conosciuto e ti ho amato.

Siamo come i bambini che scoprono il volto dei genitori. Ma i genitori sono prima del bambino; il loro amore lo ha fatto nascere.

La prima lettura (Sap 11, 22-12, 2) dice: Tu ami tutte le creature esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa se tu non la vuoi bene? QUANDO DIO CHIAMA UNA CREATURA AD ESISTERE DICE CHE LA VUOLE E CIOE’ LA VUOLE BENE!


LA PROVA ELOQUENTE CHE DIO CI AMA E’ GIA’ IL FATTO CHE ESISTIAMO: nulla può esistere se non è amato da Dio!


Gesù chiama per nome cioè entra in amicizia intima. Zaccheo sta per diventare il discepolo prediletto.

Il Maestro prosegue dicendo: “Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.”

Scendi”, vuol dire: Vieni giù, parliamo alla pari; sono Dio, ma Dio fatto come te e crocifisso più di te, ma risorto e salvatore: siamo GRANDI amici inseparabili.

Scendi subito… In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.”

La fretta è segno di impazienza, di amore irresistibile, di gioia incontenibile, di felicità inaudita. Quale felicità è quella di diventare amici di Gesù?


E ora, Zaccheo, da vero amico, risponde con la generosità propria del discepolo fedele: è disposto a fare tutto quello che il Maestro andava insegnando. Vuole entrare in una nuova dimensione di rapporto con il prossimo perché non si può amare Dio senza amare il prossimo. Zaccheo non sarà più esattore odiato e maledetto. Ama il prossimo concretamente con la condivisione i beni e prima di tutto con il riparare il male fatto.

Zaccheo dice a Gesù: Restituisco quattro volte a coloro che ho danneggiato; e quanto mi resta sarà metà per me e metà dei poveri, come tu, Maestro,vai predicando.


Dopo questa meravigliosa conversione del peccatore pentito, nel Vangelo viene riportato il lamento dei falsi devoti, che sono peggiori di tutti i peccatori. Questi si convertono, loro molto difficilmente: Quel Gesù che si dice Salvatore “è andato ad alloggiare da un peccatore!” –

Come ci stava bene Gesù con i peccatori pentiti, infatti tutta l’umanità è peccatrice, ma si salva: 1) se riconosce di essere tale e non lo nega come i farisei; 2) si accosta all’unico Salvatore del mondo, Gesù.


Quanto era insensata la mormorazione di coloro che scandalizzati gridavano contro Gesù!

Quanta depravazione in quelle persone inconvertibili! Era gente malvagia: non aveva mai sentito i battiti del cuore di Gesù! L’integrismo o il fondamentalismo sono contrario al Vangelo.


Gesù invece uscì in un’esplosione di gioia: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa!”


Anche per noi oggi è entrata la salvezza nel cuore: abbiamo incontrato Gesù attraverso la lettura del Vangelo Fra poco lo avremo sull’altare e poi nel cuore con la comunione.


Che cosa grande è la messa, la meditazione sul Vangelo, la comunione eucaristica. Che cosa grande è il Cristianesimo! Non scambiamolo con nessuna religione!

Però occorre dedicare del tempo per coltivare l’amicizia con Gesù. Occorre dedicare tempo per la meditazione specialmente dopo la messa e dopo la comunione, altrimenti c’è il pericolo che tutto sfumi in pochi istanti, No, dobbiamo conservare Gesù sempre vivo nel cuore e adorarlo giorno e notte e goderlo con immensa gioia.


QUESTA E NON ALTRA E’ LA VERA FELICITA’!




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